Rosato 2017 - Lammidia

Il Rosato di Lammidia presenta un bel colore rosa scarico. Al naso bei sentori che ricordano la frutta rossa, come la fragola, l’amarena e il melograno, seguiti da note di macchia mediterranea. Al palato è croccante, bello fresco, e con una beva travolgente..


Regione: Abruzzo.


Vitigno: Montepulciano d'Abruzzo.


Gradazione alcolica: 10%.


Affinamento: Acciaio

Disponibilità: Disponibile

17,50 €

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Descrizione
Dettagli

 Rosato  - Lammidia

Un vino rosato fuori dagli schemi come da stile Lammidia, in cui si cerca la freschezza e la facilità di beva. Le uve di Montepulciano vengono raccolte quando hanno un livello zuccherino più basso, in modo da avere maggiore freschezza e acidità. L’uva viene poi pigiadiraspata e il lasciato a macerare con le bucce per una notte. Affina in acciaio e vetroresina. Il Rosato di Lammidia presenta un bel colore rosa scarico. Al naso bei sentori che ricordano la frutta rossa, come la fragola, l’amarena e il melograno, seguiti da note di macchia mediterranea. Al palato è croccante, bello fresco, e con una beva travolgente.

Servizio

Si consiglia di servirlo ad una temperatura di 8/10° in bicchieri Tulipano. Vino quotidiano.

Abbinamento

Ottimo per un aperitivo, si fa bere anche a tutto pasto, soprattutto con i piatti a base di pesce cucinati con ricette delicate, da provare con una pizza napoletana.

La cantina: Lammidia

Dietro Lammidia troviamo il duo costituito da Davide Gentile e Marco Giuliani, amici dai tempi dell’asilo. Cresciuti insieme, prendono strade diverse per poi ritrovarsi all’università e, da lì, iniziano il loro percorso nel mondo del vino. Inizialmente partecipano a fiere e degustazioni, poi frequentano le cantine dei vignaioli naturali, dove osservano il loro modo di vedere la vita e il loro rapporto con la natura, e capiscono che è possibile vivere diversamente rispetto a come avevamo pensato fino ad allora. Decidono allora di abbandonare i loro rispettivi impegni per provare a fare il loro vino, senza nessun prodotto chimico in vigna e in cantina, niente filtrazioni, niente chiarifiche, niente solforosa, insomma: uva e basta. Recuperano un garage di una vecchia cascina della nonna a Villa Celiera a 700 m sulle colline pescaresi, immersa nella natura incontaminata, e due vigne da mezz’ettaro in affitto a Pescara, dove c’è prevalentemente Montepulciano, e senza affidarsi a nessun agronomo, enologo o tecnico esterno, incominciano a sperimentare cose nuove. La prima vinificazione è del 2010, e si rivela sfortunata, tantè che si racconta che la nonna Antonia fece partire la prima fermentazione togliendo il malocchio o l'ammidia, da cui il nome la cantina. Dopo studi, confronto con altri vignaioli, prove, esperimenti, e tanti errori li hanno portato ai risultati attuali e a un percorso di miglioramento continuo. Le vinificazioni avvengono in contenitori in cemento, ideati, disegnati e costruiti da Davide e Marco per poter gestire i diversi processi, e gli per affinamenti si usano anfore di terracotta, qualche contenitore in acciaio e in vetroresina. In circa 10 anni sono stati prodotti circa una sessantina di etichette e su quasi tutte svetta l'impronta della mano che è diventata l'immagine identificativa dell'azienda, che rappresenta i vini fatti dall'uomo, sporcandosi le mani in vigna e senza aiuti tecnologici.

Scheda tecnica
Scheda tecnica
Paese Italia
Regione Abruzzo
Zona di produzione Vino Rosato
produttore Lammidia
Vitigni Montepulciano
Annata 2017
Gradazione Alcolica 10%
Stile del Vino Leggero e fresco
Affinamento Affinamento in Cemento
Dosaggio Secco
Formato Bottiglia 0,75 L
Filosofia Biodinamici
Abbinamenti Antipasti, Aperitivi, Carni Bianche, Crudi di pesce, Frutti di mare, Pesce, Primi piatti
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