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Elisabetta Foradori

Elisabetta Foradori

L'azienda di Elisabetta Foradori si trova a Mezzolombardo, in provincia di Trento. L'azienda è stata fondata nel 1939 dal nonno Vitorio con l'intento di creare una società mista che non si dedicasse solamente al vino, ma anche all' agricoltura e agli animali. Elisabetta Foradori entra in azienda a 19anni dopo aver studiato agraria e viticoltura sui banchi dell'istituto agrario di San Michele all'Adige. Prende in mano le redini dell'azienda nel 1984, quando si trova a gestire i vigneti di famiglia dopo la scomparsa del padre Roberto.Elisabetta è una visionaria, una sognatrice, è una contadina innovatrice con i piedi ben piantati a terra, che si ispira agli insegnamenti di Rudolf Steiner, il teorico della biodinamica, per cercare di far tornare l'agricoltura alla sua natura artigianale, allontanandosi dal sistema industriale. Elisabetta si distingue fin dagli esordi per aver cercato di valorizzare il Teroldego, un vitigno autoctono a bacca rossa quasi scomparso. Attività che gli riesce perfettamente se oggi esporta il suo vino in 28 paesi del mondo. Elisabetta ha quattro figli, Emilio, Theo, Myrtha e Joahnnes, che l'aitutano nella conduzione dell'azienda; Theo segue la comunicazione, Emilio lavora sulla produzione tra vigna e cantina, Myrtha studia permacultura, un metodo agricolo senza chimica.Gli ettari vitati sono 28 di cui, il il 75 per cento a Teroldego nella Piana Rotaliana una specie di anfiteatro naturale incastrato tra i monti, il 15 per cento a Manzoni Bianco, il 5 per cento a Nosiola, bianca e autoctona, e il 5 per cento a Pinot Grigio. Oggi l'azienda si è talmente evoluta che si è aperta ad altri ambiti, come la coltivazione del grano, degli olivi e dell' orto, con una logica non allineata all'industrializzazione dell'agricoltura, bensì funzionale alla qualità e all'auto sanificazione del cibo. Nel 2010 Elisabetta Foradori fonda assieme ad altri dieci vignaioli trentini il consorzio 'I Dolomitici', che ha lo scopo di far capire ai piccoli viticoltori che c'è una via diversa da quella chimica, perchè secondo elisabbeta Foradori l'agricolutera potrà rinascere solo con l'unione tra contadini, che equivale a produrre, trasformare e raggiungere direttamente il consumatore.

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