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Produttore Vaira Aurelj
PIEMONTE
Nel cuore pulsante delle Langhe, dove il borgo di Vergne si snoda tra i confini di Barolo, La Morra e Narzole, prende vita il progetto vitivinicolo dell'Azienda Agricola Vaira Aurelj. Questa piccola realtà artigianale nasce dalla visione di Francesco e Giacomo Vaira, due fratelli giovanissimi che hanno scelto di trasformare la memoria del padre, scomparso oltre vent'anni fa, in un impegno quotidiano tra i filari. Dopo aver affinato le proprie competenze presso prestigiose cantine del territorio, i fratelli Vaira hanno deciso di scommettere su pochi ma preziosi fazzoletti di terra, coltivati a Nebbiolo, Barbera e Dolcetto da ormai dieci anni. Situati a un'altitudine di 450 metri sul livello del mare e baciati da esposizioni ottimali a sud-est e sud-ovest, questi vigneti rappresentano un caso geografico unico: pur condividendo la medesima composizione dei suoli, la burocrazia delle denominazioni riconosce solo al Cru Fossati e alla Vigna del Pensiero la possibilità di produrre vini DOCG. Proprio da questa apparente disparità nasce l’anima rivoluzionaria della cantina, che ha scelto di produrre etichette capaci di sfidare le convenzioni burocratiche per dare voce all'autentico pregio del terroir di Vergne. Nel 2019 vede la luce il Controcorrente, vino che non è solo il frutto dell'esperienza contadina e del confronto con appassionati del settore, ma rappresenta un vero e proprio manifesto di riscatto per quelle colline che ne possiedono l'identica nobiltà. Il percorso di crescita dell'azienda raggiunge un traguardo fondamentale nel 2024 con l'immissione sul mercato della prima annata del Barolo Fossati, accompagnata da un Dolcetto d’Alba dal forte valore etico, realizzato in collaborazione con la ONLUS "Le Fontane". La filosofia che guida la produzione di Vaira Aurelj si fonda su una ricerca della qualità che non ammette compromessi, dove il vino è inteso come la diretta e pura espressione del lavoro svolto in vigna. In un’ottica di profondo rispetto per la terra, la chimica viene totalmente esclusa, lasciando che l’enologia sia soltanto il moto accompagnatore della naturale trasformazione dell’uva in vino. Ogni bottiglia prodotta da Francesco e Giacomo diventa così il racconto liquido di una dedizione familiare e di una sfida territoriale vinta, unendo la precisione scientifica — definita anche grazie a importanti studi accademici — alla passione sincera di chi vive la vigna come una missione di vita.