Calabretta

Calabretta

La famiglia Calabretta produce da quattro generazioni vini nel versante nord dell’Etna, nel comune di Randazzo. La storia inizia agli inizi del novecento quando Gaetano Calabretta sposa donna Grazia e insieme iniziano a comprare i primi terreni. Alla fine della seconda guerra mondiale l’azienda passa nelle mani del figlio Salvatore che insieme alla moglie Concetta acquisisce nuovi vigneti e rilancia la cantina. Agli inizi degli anni Novanta Massimo e Massimiliano, rispettivamente figlio e nipote di Salvatore, riorganizzano l’azienda e incominciano ad esportare il loro vino Calabretta in tutto il mondo. La loro filosofia oggi come allora è improntata nel rispetto delle tradizioni vitivinicole e della natura circostante. I loro vigneti si trovano in una delle zone più belle dell’Etna, tutti piantati ad alberello su terrazze a gradoni situati a 700 m.s.l.m. su sabbia nera lavica. I vigneti, immersi in coltivazioni di piante da frutto, fichi d’india e uliveti, godono della forte escursione termica tra il giorno e la notte e dell’elevato irraggiamento solare diurno che consente di ottenere delle uve perfettamente mature. In vigna è vietato l’uso di qualsiasi diserbante e vengono utilizzati solamente piccole quantità di rame e zolfo all’occorrenza. Nella spettacolare cantina, scavata a più piani della roccia lavica, non si usano prodotti chimici ma solo lieviti indigeni, e gli affinamenti avvengono in vasche di acciaio o botti di legno molto vecchie. Numerose le etichette prodotte con i vitigni autoctoni siciliani come il Nerello Mascalese, la Minella Bianca e il Carricante. Ci piace ricordare il “Sicilia Nerello Mascalese Nonna Concetta” dedicato alla nonna di Massimiliano Calabretta e prodotto con uve di Nerello Mascalese che provengono da vecchie vigne di 110 anni.

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