LA VIE EN ROSE

Nonostante sia spesso snobbato e sottovalutato, il vino rosato può regalare grandi sorprese: perché è versatile, fresco, profumato, poco tannico e può venire in aituo quando abbiamo problemi di abbinamento.Ma come si fa un vino rosato? Per prima cosa dobbiamo sfatare un vecchio mito che vuole che un vino rosato sia formato da una miscelanza di vini rossi e bianchi. Questa pratica è vietata per legge ed è permessa solo per formare le cuveè degli spumanti. Il vino rosato si può ottenere da uve rosse o da un misto di uve bianche e rosse o infine da uve rosate cioè contenenti pochi pigmenti colorati. Se si utilizzano invece, uve a bacca rossa, le bucce, che conferiscono tannini, aromi, e polifenoli, sono lasciate a macerazione nel mosto da poche ore ad un massimo di 24 ore, a seconda della tipologia di uva, del colore e dell'aromaticità desiderati. Appena il colore raggiunge l'intensità desiderata, si svina, e si procede come una vinificazione in bianco. Quando si sceglie di utilizzare una mescolanza di uve rosse e bainche , bisogna calibrare bene l'uvaggio in modo che non prevalga la colorante rossa. Tra le uve poco colorate ricordaiamo il Moscato Rosa e il grignolino. In Italia si producono ottimi rosati, dal Trentino alla Sicilia, con differenti tipologie di uve e sempre più spesso si possono bere anche a distanza di anni. Tra i più famosi ricordiamo: il Chairetto del Garda, "vino di una notte", perchè il mosto sta a contatto con le buccie per una notte,ottenuto da uve di Groppello, Marzemino, Barbera e Sangiovese, e il Cerasuolo d'Abruzzo prodotto con uve di Montepulciano.

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